PAPPAGALLO SILENZIOSO

DATA 3 Dicembre 2022 - ELISA CHIRIANO

Bruno Gemelli, Il pappagallo silenzioso, Città del Sole Edizioni, 2022

 

Scrivere, per lottare contro l’oblio della dimenticanza, per rivelare…disvelando. Scrivere, perché “nessuna vita è così insignificante da non dover essere raccontata”Bruno Gemelli traccia il segno e il solco. Apre il cammino, regalando una nuova vita a undici storie misconosciute. Accompagna il lettore nei vicoli del “borgo amico” di Cicala, tra profumi di crespelle e gesti d’amore; fa viaggiare su binari ferroviari alla ricerca della verità; fa luce sulla storia del “Primo scrittore di mafia”, Francesco Saverio Barillaro e sulla famiglia Montalbano; spalanca lo sguardo sulle miniature del Codice Carratelli, sulla vicenda del vescovo Perantoni su Teresa Talotta, Pietro Pappagallo e altre vittime calabresi nella Roma occupata dai nazisti… e intanto la penna dell’esperto cronista si incrocia con quella del fine narratore e dell’abile indagatore di macro e microcosmi. La scrittura diventa esigenza, custode della memoria, musa, emozione, percorso e mèta. Il pappagallo silenzioso è metafora della Calabria, simbolo di una realtà a volte silente, eppur variegata, impregnata di vita vera e di esistenze nascoste, di passioni e conflitti, di segni e sogni. Il silenzio è anche ascolto operativo, perché le parole sono a volte inutili e ridondantiIl silenzio catalizza molteplici sfaccettature e sfumature del dire e del fare. Silenzio… per fare posto alla parola ricercata e appropriata; per ascoltare meglio o per tacere pur avendo visto; per so-stare, fermandosi nel tempo e nel dubbio; per chiudere una porta o spalancare un portone; silenzio per fare spazio a tutto e al contrario di tutto! Bruno Gemelli ci consegna undici brevi racconti di essenze ed esistenze, perché…è tutto vero, anche ciò che non sapevamo finora!

 

Pappagallo silenzioso

(di Aldo Palazzeschi)

La bestia ha le piume di tanti colori
che al sole rilucon cangiando.

Su quella finestra egli sta da cent’anni
guardando passare la gente.
Non parla e non canta.

La gente passando si ferma a guardarlo,
si ferma parlando fischiando e cantando,
ei guarda tacendo.

Lo chiama la gente,
ei guarda tacendo.

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