TUMORI PRIMITIVI DEL FEGATO E PREVENZIONE: COSA POSSIAMO FARE

DATA 7 Febbraio 2022 - Fabio Melandro

Il 4 febbraio si è celebrata la Giornata mondiale contro il cancro, World Cancer Day, promossa dalla UICC - Union for International Cancer Control e sostenuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L’Aiom (Associazione Italiana Oncologia medica) nel rapporto “I numeri del cancro in Italia 2021” stima che in Italia nel 2021 i tumori siano stati la causa di morte per 100.200 uomini e 81.100 donne. Sempre secondo il rapporto, le percentuali di sopravvivenza a 5 anni per tutti i tumori sono risultate in incremento, attestandosi al 59,4% negli uomini (contro il 54% della rilevazione precedente) ed al 65% nelle donne (contro 63%). Il contrasto alle patologie neoplastiche necessita di un approccio multi-disciplinare e richiede interventi coordinati e sinergici a più livelli, dalla prevenzione al miglioramento del percorso complessivo della presa in carico del paziente oncologico. I tumori primitivi del fegato colpiscono circa 13.000 italiani ogni anno e sono purtroppo caratterizzati da una bassa sopravvivenza sia a 5 anni (20% circa dei pazienti) che a 10 anni (10% dei pazienti), rientrando tra le prime cinque cause di morte per neoplasia. I tumori primitivi più frequenti sono l’epatocarcinoma e il colangiocarcinoma. Generalmente l’epatocarcinoma insorge su un fegato con fibrosi o cirrosi e questo è un dato fondamentale per la prevenzione. Infatti, tutti i pazienti con patologia epatica già conosciuta devono eseguire uno screening ecograficoogni sei mesi con l’obiettivo di monitorare l’eventuale insorgenza di tumori maligni. È importante che anche chi non è a conoscenza di essere affetto da una patologia epatica, esegua, a partire dall’età di 20 anni, esami di laboratorio una volta l’anno che comprendano gli indici di funzionalità del fegato (transaminasi, bilirubinemia totale e diretta, coagulazione, fosfatasi alcalina e Gamma-gt). In caso di alterazione di uno di questi valori è necessario consultare rapidamente il proprio medico di fiducia o prenotare un’ecografia addominale. L’ecografia addominale è consigliata anche in persone che avvertono una sintomatologia dolorosa addominale, in particolare localizzata nella parte destra dell’addome e alla schiena o alla spalla destra. Le epatiti virali da virus B (HBV) e C (HCV), rappresentano una grossa fetta delle cause di epatocarcinoma. È importante, soprattutto per le persone esposte a rischi di trasmissione, verificare attraverso l’esecuzione dei marcatori di epatite (un semplice prelievo di sangue), se si è portatori o affetti da HBV o HCV. I pazienti affetti da Epatite B devono eseguire lo screening ecografico anche se non è stata loro diagnosticata una fibrosi epatica o una cirrosi. Fondamentale, per prevenire le complicanze da Epatite B, quindi anche il tumore, è la vaccinazione, obbligatoria in Italia da ormai 30 anni. Attualmente non è possibile prevenire con test specifici i tumori primitivi del fegato ma si possono eliminare tutti i fattori di rischio legati all’alterato stile di vita, che possono predisporre all’insorgenza di tumori del fegato, in particolare l’eccessivo uso di alcol, l’obesità e il diabete. I tumori del fegato presentano un alto grado di complessità diagnostica e terapeutica. È necessario pertanto non sottovalutare eventuali segni o sintomi d’allarme e rivolgersi sempre al proprio medico curante o a strutture altamente specializzate nella cura delle patologie del fegato.

Per ulteriori informazioni potete scrivermi a fabmelan@yahoo.it

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