Un destino da calzare

DATA 16 Settembre 2022 - Doris Bellomusto e Roberta Cricelli

 

Un destino da calzare

 

Così stanchi non siamo stati mai, siamo abituati a tutto: al caldo, al freddo, al fango, alla sabbia, alla vergogna di essere sempre nudi. Veniamo da un mondo avaro di dolcezze, conosciamo le asperità di ogni più piccola strada. Siamo tanti, ognuno cammina in coppia col fratello, senza cercare di coordinarsi a passi estranei, perché ogni passo estraneo potrebbe essere un passo falso. Ma non è da sempre così, c'è stato un tempo in cui eravamo tanti, tutti in grado di camminare nella stessa direzione. Adesso, se camminiamo al ritmo muto degli altri andiamo in direzioni sconosciute e lontane e ci spinge il vento della speranza, sordo ai pericoli futuri. Siamo ostinati e stanchi, scalzi, spaccati come la terra da cui veniamo, arida di futuro eppure, a suo modo, sempre colma di incompiute gioie. Siamo qui e aspettiamo un paio di scarpe, a noi due serve un 43, poi andremo dove ancora non sappiamo immaginare, ma non saremo più così puri, come nei giorni scalzi del nostro viaggio.

 Spaiate su pavimenti madidi di incertezza, ripescate dai cassetti del disuso, ci ritroviamo ad avvolgere stanche carni straniere ma non poi così diverse da quelle che nel tempo ci hanno abitate. Abbiamo conosciuto la sensazione di essere dismesse dopo un lungo cammino, perciò sappiamo quanto gravoso sia essere messe da parte dopo un viaggio estenuante. Le nostre cuciture si allargano per far spazio a una nuova storia umana, fatta di passi lenti, poi sicuri, ancora e sempre chiaroscuri. Siamo il punto di congiunzione tra la partenza frettolosa, il percorso tribolato e l’epilogo, se non definitivo, fortunatamente umano. Siamo custodi di tanti chilometri già consumati, mai stanche di accumularne altri. Siamo ciò che viene prima di ogni pregiudizio, polemica, logistica. Non siamo la soluzione. Siamo l'essenziale che dà l’ossigeno prima che il pensiero. Siamo la cartina geografica di due piedi

 Da qualunque posto del mondo essi provengano, non è mai completa fino all'ultimo respiro di un corpo. Per tirarne uno di sollievo senza badare per un momento a null'altro se non alla sopravvivenza, servono suole solide e lacci forti. Come la vita e il suo esercito buono di uomini dislocati sul Pianeta che nel mare vedono un’àncora e un ancora>>.

Doris Bellomusto, Roberta Cricelli Associazione Culturale “Calabria Contatto”. https://www.calabriacontatto.it/

Ph Alessandro Testa

Associazione Culturale Darvin.eu
Via De Gasperi, 7 - 88100 Catanzaro
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