Una bellezza scomoda

DATA 23 Agosto 2022 - Doris Bellomusto e Roberta Cricelli

In questi giorni guardo alla mia terra immersa nel silenzio, ascolto la voce del mare e non c'è musica, non c'è confusione, solo vento, fichi d’India e nostalgie dolcissime. Ho conosciuto una donna che ha scelto di restare in Calabria e che vive a Pentedattilo dagli anni Ottanta. Vive la sua vita contadina e ospita chi ha voglia di assaggiare la sua vita, prima che la sua cucina. Ha rinunciato a tante cose, ne ha trovate altrettante. È rimasta in Calabria, è rimasta assecondando i venti e l'anima di un posto così. Ieri per mio figlio è stata una serata speciale, era curioso di sentire che carattere difficile hanno le capre di Rossella e perché Maka, che è musulmano, non voglia occuparsi del maiale. Alla fine della serata mi ha detto che, secondo lui, Pentedattilo non è abbandonato, perché da Rossella e Maka può ricominciare. I miei sogni non hanno lo stesso vigore delle sue visioni, ma voglio affidarmi al suo sguardo. La sensazione che Doris assorbe e mi consegna, filtrandola con gli occhi del suo bambino, è forse la conferma di quanto la messa a fuoco del reale sia relativa e densa di sfumature. C’è chi, scrutando un Paese che è insieme scheletro e anima del suo stesso destino, vede una possibilità di scoperta. Può esserci chi,tra quelle stesse pietre culla la propria rassegnazione, edulcorando il senso di impotenza a colpi di inevitabile evoluzione. E poi c’è Rossella che pratica una rivoluzione consapevole, si contamina di incontaminato. Luoghi, volti e fatica purificante possono divenire punto di partenza o di equilibrio. Si può decidere di ridare linfa a un organismo il cui alito vitale pare congelato o accettare la stretta di quel microcosmo che, nello stesso frammento di tempo, è una rappresentazione impietosa e  incantata della Calabria. Tutto sta nel decodificarne le fattezze: morsa che imprigiona, impronta di un passato da cui apprendere per proseguire o che, ormai, può e deve essere archiviato, calore? che non costringe, ma esige di essere accolto per ciò che è senza smania di mutamento. In fondo, le cinque dita che battezzano spiritualmente il nido umano di Rossella, possono fare tutto questo : Intrappolare, lasciare il segno, abbracciare con immutabile intensità. E lei preda cosciente e consenziente di una bellezza scomoda, l’ha scelta, anche se non era sua, per appartenervi con più rigore e vigore.  Non sono questo forse le radici Semi con cui nasci e che decidi di curare o sradicare. Gambe su cui cresci, cercando un terreno che insegni loro il riposo operoso del vissuto.

 Doris Bellomusto, Roberta Cricelli Associazione Culturale “Calabria Contatto”. https://www.calabriacontatto.it/ 

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