UNA TERRA BAMBINA

DATA 2 Settembre 2023 - DORIS BELLOMUSTO, ROBERTA CRICELLI

Una terra bambina

Quando torna in Calabria, Doris accumula appunti dell'anima che superano i km e li stracciano, recuperando l'essenza di ciò che io, restando, non vedo oppure ho perso.

Dà forma ai paesi e alle nuvole lei, si fa piccola per varcare soglie minute e intercetta la corporeità quotidiana di abitudini conviviali desuete, che qui paiono ancora schegge di cristallo.

Occhi, rughe e vie disegnano la geografia terrestre e aerea che si porterà addosso per il resto dell'anno.

Figlia di un doppio tempo che vive di voci plurime, che si adagia sul colle della nostalgia, Doris accarezza le sue ossa benedicendo le rovine e rifuggendo le perfezioni.

Perdendomi in questo dedalo di strappi e incanti, io, mentre fatico a tenermi dritta sulle gambe radicate, coltivo una personale ammirazione per chi sa ancora guardare al suo mondo con genuino trasporto filiale e mi ritrovo a domandarle come si faccia a essere indulgenti con una madre che indossa, da secoli, un vestito pieno di toppe seppur dense di luce.

 

Come sempre Roberta interroga il mio cuore con domande aperte come il mare. 

Non credo di essere indulgente, credo che il mio sguardo filtri la bellezza amara di questa terra con una avidità che solo chi è lontano può sentire. 

Quando abitavo qui, io come te, ero distratta e, forse, fin troppo amareggiata per le storture che è impossibile non vedere.

Ma adesso, quando il tempo da trascorrere fra i ricordi è comunque contato, non voglio perdere un solo minuto d'amore. Mi voglio innamorare e basta, delle case abbandonate e del loro sconosciuto passato, delle case incompiute, delle strade interrotte. 

Non c'è bellezza, ma c'è la sofferta natura di una terra, che mi sembra costretta da una invisibile camicia di forza a restare immobile. 

È uno strano e crudele destino, non provo pietà, non provo compassione, ma non mi voglio arrabbiare. Voglio guardarla per quello che è e, in mezzo al disordine, riconoscere l'armonia di un disegno infantile, immaturo nelle linee, colorato male, senza alcuna attenzione ai contorni delle figure. 

La Calabria non la sento madre, piuttosto la guardo con la tenerezza che si riserva ai figli, quando l'infanzia si fa strada fra capricci e nuove scoperte. 

O forse, io la mia Calabria aspetto che possa rinascere ancora più bella e nel mio sguardo ne custodisco il feto. 

Una terra bambina.

 

Doris Bellomusto, Roberta Cricelli Associazione Culturale “Calabria Contatto” https://www.calabriacontatto.it/

Associazione Culturale Darvin.eu
Via De Gasperi, 7 - 88100 Catanzaro
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