A CHIARA

DATA 21 Ottobre 2021 - Antonio LUDOVICO

A Chiara
Jonas Carpignano ci ha oramai abituato a opere che abbiano come sfondo la Calabria, terra magnifica e maledetta. Con questo suo ultimo lungometraggio, il regista Italo-americano ci porta sulla piana di Gioia Tauro e lo fa con la famiglia della protagonista, Chiara naturalmente.  La ragazza stravede per il padre, lo adora letteralmente, ma non sa che lo stesso fa parte di una consorteria criminale che si occupa dell’importazione e vendita di sostanze stupefacenti, con tanto di raffineria.  Nel momento in cui si accorge che il proprio genitore risulta essere latitante, la minorenne comincia a indagare nella sua vita, commette azioni inconsulte, risulta soggetto pericoloso per gli assistenti sociali che l’allontanano dalla sua famiglia, catapultandola in una realtà completamente diversa e, per certi versi, antitetica. Questo provvedimento giudiziario le consentirà di guardare la società con occhi diversi, la propria famiglia con la giusta lente d’ingrandimento, la propria terra con il distacco necessario per elaborare un giudizio critico e obiettivo. In pratica, ciò che si vuole colpire e sradicare è quella mentalità mafiosa che colpisce anche i figli minorenni che crescono imbevuti di principi sbagliati e devianti. Gli occhi della protagonista sono un pugno nello stomaco, i dialoghi risultano scarni e con marcato accento del posto, il padre di Chiara non chiama “mafia” il suo agire, ma sopravvivenza, tutto l’ambiente familiare sembra destinato all’autoindulgenza, giustificando ogni cosa, anche la più turpe. Racconto spoglio e amaro di una realtà che solo nel finale regala una speranza. 
Film di livello che si guarda con sguardo interessato, realistico al punto giusto, girato con mano felice. Da vedere.
Antonio Ludovico

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