La fiera delle illusioni

DATA 11 Febbraio 2022 - Antonio LUDOVICO

La fiera delle illusioni
Regia di Guillermo Del Toro

La magia del circo, l’illusionismo, i giochi di mente, l’avidità del danaro, la sfrenata ambizione. Di questo e di tanto altro è intriso, fino al midollo, l’undicesimo film del regista messicano (ricordiamo il bellissimo “ La forma dell’ acqua “ di qualche anno fa), un noir ben confezionato, tratto dal romanzo di William Lindsay Gresham, nel quale la storia è raccontata con una semplicità disarmante. Una storia fatta di inganni, di truffe, di giochi mentali, di psicologia; il tutto attraverso la mente spietata del protagonista (Bradley Cooper), di un’abile psicoanalista (Cate Blanchett), di una illusionista che gioca e diverte il pubblico con le scariche elettriche (Rooney Mara). Siamo negli Stati Uniti d’America, a cavallo della seconda guerra mondiale, e Carlisle - il protagonista - un giovane sbandato e alcolizzato, si fa assumere da un circo per montare la guardia all’uomo bestia;  un “freak” che vive come un animale mangiando polli vivi, un cosiddetto scherzo della natura. Ma è la fotografia l’arma vincente, con cui Del Toro costruisce il suo racconto , scivolando tra bugie e inganni con la disinvoltura di un maestro del circo, grazie ad un personaggio - Cooper per l’appunto  - che sa lavorare con la mente del prossimo, un prestigiatore che addirittura riesce a mettersi in contatto con l’aldilà per ingannare i suoi clienti e diventare molto ricco. Ma il gioco diventa sempre più pericoloso, l’ambizione di Carlisle non conosce ostacoli, i personaggi sono troppo potenti per i suoi giochi di prestigio, falsi e ingannevoli.  E così trova sulla sua strada chi è più furbo e potente di lui, una donna spietata che riesce a ingannarlo, che gli manipola la mente e poi lo molla. Il tutto, dietro il mistero - svelato solo alla fine - di un cadavere bruciato insieme con la propria casa. Storia che rapisce, soprattutto nella prima parte, che è ambientata in maniera sontuosa nella periferia americana degli anni Quaranta, che riproduce con rara efficacia la vita zingaresca dei giostrai, tra trucchi ed espedienti, tra tendoni e spettacoli itineranti, tra miserie e applausi. Del Toro riesce a confezionare un noir d’impatto, che piace soprattutto nella prima ora, ma che si dilunga oltremodo nella seconda, regalando tuttavia una parabola amara che concilia con il cinema di buon gusto. Film che rimane imperfetto nel suo svolgimento, ma che piace anche per i vuoti che non riesce a colmare.
Voto: 7

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